Allerta Bisfenolo A: novità dalla Francia
Bisfenolo A negli alimenti: rischi, normativa e sicurezza dei contenitori
La sicurezza alimentare non riguarda solo la qualità degli alimenti, ma anche i materiali con cui entrano in contatto. I contenitori alimentari e le sostanze utilizzate nel packaging possono rappresentare una fonte di rischio, anche in presenza di corretti sistemi HACCP e procedure di autocontrollo.

Cos’è il bisfenolo A (BPA) e dove si trova
Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica impiegata nella produzione di plastiche e resine. È comunemente presente nel policarbonato, utilizzato per realizzare bottiglie, biberon, stoviglie e contenitori per alimenti. Tracce di BPA si trovano anche nelle resine epossidiche impiegate nel rivestimento interno delle lattine.
Il principale problema legato al BPA è la sua capacità di migrare dai contenitori agli alimenti, venendo così ingerito durante il consumo di cibi e bevande.
Effetti del bisfenolo A sulla salute
Dal punto di vista chimico, il BPA presenta una struttura simile a quella di alcuni ormoni umani. Per questo motivo è classificato tra gli interferenti endocrini, sostanze in grado di alterare l’equilibrio ormonale.
L’esposizione al bisfenolo A può influenzare:
- funzionalità della tiroide;
- sviluppo del sistema nervoso;
- sistema immunitario e riproduttivo;
- equilibrio ormonale generale.
Le categorie più a rischio sono neonati, bambini e feti, a causa della loro limitata capacità di metabolizzare queste sostanze.
Normativa sul bisfenolo A in Europa
La regolamentazione del BPA si è evoluta nel tempo per garantire una maggiore tutela dei consumatori:
- 2009: inserimento tra le sostanze vietate nei cosmetici (Reg. CE 1223/2009);
- 2011: divieto di utilizzo del BPA nei biberon (Reg. UE 321/2011);
- iniziative nazionali: la Francia ha introdotto il divieto totale del BPA negli imballaggi alimentari, con particolare attenzione ai prodotti destinati ai bambini sotto i 3 anni.
Altri Paesi europei, come Belgio e Danimarca, hanno adottato misure analoghe per limitare l’esposizione a questa sostanza.
Alternative al BPA e nuove soluzioni
La sostituzione del bisfenolo A rappresenta una sfida per l’industria del packaging alimentare. Studi recenti hanno individuato diverse possibili alternative, tra cui:
- nuovi polimeri plastici;
- sostanze chimiche alternative con proprietà simili;
- materiali innovativi per il confezionamento alimentare.
Ad oggi, tuttavia, non esiste una soluzione unica in grado di sostituire completamente il BPA in tutti i suoi utilizzi, anche se alcune alternative sono già impiegate in diversi Paesi.
Prevenzione e consigli per i consumatori
La prevenzione resta uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’esposizione al BPA. È importante:
- preferire contenitori certificati e privi di BPA;
- evitare l’uso di plastiche non idonee al contatto con alimenti;
- prestare attenzione all’etichettatura dei prodotti;
- limitare l’uso di contenitori in plastica per alimenti caldi.
La mancanza di sistemi di identificazione chiari per i materiali contenenti BPA rende fondamentale una maggiore informazione e consapevolezza del consumatore.
Conclusioni
Il bisfenolo A rappresenta un tema centrale nella sicurezza alimentare. Sebbene siano stati fatti importanti passi avanti a livello normativo, è necessario continuare a investire in ricerca, alternative sicure e informazione per garantire una tutela sempre più efficace della salute pubblica.
Dott.ssa Federica Tavassi
Consulente HACCP
Roma, 30 aprile 2013










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